Perché scegliere i vini bianchi delle Marche

Le Marche vantano una tradizione vinicola antichissima che fonda le sue radici nella Grecia Antica.

Risulta infatti che furono proprio i Greci di Siracusa ad impiantare per primi i vitigni a bacca bianca nelle Marche e già in epoca romana il Verdicchio marchigiano era citato nei testi dell’epoca come un prodotto di grande pregio noto per la sua struttura e il profumo intenso.

I vitigni a bacca bianca marchigiani, che godono degli influssi di un territorio collinare affacciato direttamente sul mare Adriatico, producono ancora oggi vini bianchi dai sapori e dagli aromi unici nel loro genere.

Tra i vini bianchi delle Marche più famosi citiamo il Verdicchio, la Passerina e il Pecorino.

 

I DOC delle Marche

Nelle Marche troviamo ben 15 vini a cui è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata (DOC), scopriamoli insieme:

  1. Bianchello del Metauro DOC, prodotto nella provincia di Pesaro è un vino fresco dalla contenuta gradazione alcolica.
  2. Colli Maceratesi DOC, il cui vitigno principale è la Ribona, cresce nel territorio della provincia di Macerata e del comune di Loreto (AN).
  3. Colli Pesaresi DOC, vino bianco dal profumo delicato e fresco viene prodotto nella provincia di Pesaro-Urbino.
  4. Esino DOC, la cui zona geografica di riferimento comprende l’intero territorio della provincia di Ancona e i comuni di Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco in provincia di Macerata.
  5. Falerio DOC, per le province di Ascoli Piceno e Fermo.
  6. I Terreni di San Severino DOC, quattro tipologie di rosso ottenute prevalentemente dalle coltivazioni del comune di San Severino, in provincia di Macerata.
  7. Lacrima di Morro Alba DOC, per le zone dei Comuni di Morro d’Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia.
  8. Pergola DOC, vini derivanti tutti dal vitigno Aleatico coltivati nella città di Pergola in provincia di Pesaro.
  9. Rosso Conero DOC, vino rosso coltivato alle pendici del Monte Conero.
  10. Rosso Piceno DOC, riferito a quattro tipologie di rosso della zona delle Marche che ha come confine nord il fiume Metauro, per le province di Pesaro ed Ancona, ed a sud il fiume Tronto che è confine con la regione Abruzzo.
  11. San Ginesio DOC, riferita a due tipologie di rosso, “base” e “spumante”.
  12. Serrapetrona DOC, la cui area geografica interessa l’intero territorio del comune di Serrapetrona e comprende un’unica tipologia di vino dal colore rosso rubino.
  13. Terre di Offida DOC, siano nel sud delle Marche a cavallo, tra le province di Ascoli Piceno e Fermo.
  14. Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, vitigno coltivato nel bacino geografico del fiume Esino produce un vino bianco strutturato ed elegante dal colore paglierino con evidenti riflessi verdolini, da cui il nome Verdicchio.
  15. Verdicchio di Matelica DOC, l’area geografica interessata è quella della provincia di Macerata e Ancona.

Il Verdicchio di Matelica DOC cresce tra le montagne e dà origine ad un vino dalla struttura importante e piena, frutto di una maturazione più lenta dovuta alle condizioni climatiche tipiche della zona di coltivazione.

Ritroviamo le caratteristiche uniche di questo vino in M, primo vino di  Gàjole.

Un Verdicchio di Matelica biologico, dal carattere vero e audace, fermentato spontaneamente senza solforosa, tramite iperossidazione del mosto e successiva decantazione.

I DOCG delle Marche

Sono invece cinque le Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG) della Regione Marche:

  1. Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG, il cui vino viene sottoposto ad un periodo d’invecchiamento di almeno 18 mesi di cui almeno 6 in bottiglia. Da qui deriva il colore giallo oro con riflessi verdolini.
  2. Conero DOCG, la cui denominazione è riservata a vini prodotti con uve dei vitigni Montepulciano per un minimo dell’85% e Sangiovese per un massimo del 15%.
  3. Offida DOCG, comprende tre tipologie di vino quali Offida rosso DOCG, Offida Passerina DOCG e Offida Pecorino DOCG.
  4. Verdicchio di Matelica Riserva DOCG, il clima continentale caratteristico della zona e i sali minerali presenti nel suolo conferiscono al vino un terroir unico e riconoscibile.
  5. Vernaccia di Serrapetrona DOCG, denominazione riservata al vino spumante ottenuto da uve del vitigno Vernaccia nera per almeno l’85%.

 

Gli IGT delle Marche

La denominazione Marche IGT rappresenta una delle più importanti e famose aree vinicole della regione.

Essa comprende le province di Ancona, Macerata e Fermo e i suoi vini vengono prodotti principalmente a partire dai vitigni Alicante, Barbera, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Ciliegiolo, Fiano, Grechetto, Incrocio Bruni 54, Malvasia bianca di Candia, Merlot, Moscato bianco, Passerina, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero, Rebo, Riesling Italico, Sangiovese, Sauvignon, Syrah, Trebbiano Toscano.

 

I vini più premiati

Gli assaggi dell’estate 2022 hanno convinto anche Gambero Rosso della straordinaria qualità dei vini marchigiani.

Proprio alla Regione Marche va il Premio Speciale Bianco di Gambero Rosso, assegnato a Castelli di Jesi Verdicchio Classico San Paolo Riserva ’19 di Pievalta.

Sempre a Castelli di Jesi vanno undici dei 23 Tre Bicchieri 2023 che Gambero Rosso ha assegnato alla Regione Marche.

Grande apprezzamento è stato dimostrato anche per il numero crescente di giovani che si mettono in gioco e affrontano il difficile mestiere di vignaiolo.

Tra questi Gambero Rosso cita Gàjole, azienda fondata da me, Nicolò Zagaglia che con la mia prima produzione di M ho riscosso un’ottimo successo.

 

Vino bianco Gàjole

 

Tra i primi riconoscimenti Gàjole vanta infatti:

  • il Certificato di Eccellenza 2023 nella Guida Bio
  • un punteggio di 4 stelle e inserimento nella sezione “Vini da non perdere” nella guida Vinibuoni d’Italia
  • la menzione, con un punteggio di 88, nella Guida Veronelli 2023
  • l’inserimento nella guida Vini d’Italia 2023 di Gambero Rosso
  • la menzione, con un punteggio di 90, nella Guida Decanter.